Tourism and Travel Competitiveness Index (TTCI) 2019: Italia – Luci e ombre
a cura dellìAssociazione Italiana Professionista del Turismo e Operatori Culturali (AIPTOC) 

Tourism and Travel Competitiveness Index (TTCI) 2019

Premessa.

Con l’uscita del Report TCCI 2019 l’Italia si conferma stabile all’ottavo posto a livello di competitività globale nel mondo (140 paesi analizzati), bene la posizione per le risorse culturali (4° posto), le risorse naturali (7° posto) e le infrastrutture turistiche (10° posto), ma male per quanto riguarda la competitività dei prezzi  (129° posto con un peggioramento di 5 posizioni rispetto al 2017), il “Business environment” (110° posizione – 11 rispetto al 2017) e la sostenibilità ambientale (64° posto con una preoccupante perdita di 27 posizioni rispetto al 2017). L’articolo descrive come è costituito il TTCI e analizza il recente report del 2019.

Ignazio Caloggero: Presidente Associazione Italiana Professionisti del Turismo e Operatori Culturali (AIPTOC)

Tutte le tabelle dell’articolo sono tratte dal report TCCI 2019.

Conosciamo meglio il TTCI 

Il Tourism and Travel Competitiveness Index (TTCI) è stato sviluppato dal World Economic Forum (WEF), con l’obiettivo di misurare i fattori e le politiche che rendono un paese attraente dal punto di vista turistico, è un indice che viene calcolato annualmente dal 2007. Il Travel & Tourism Competitiveness Report, pubblicato ogni due anni dal WEF, ha l’obiettivo di mettere a confronto una serie di fattori e politiche, suddivise in 14 “pilastri”, che facilitano lo sviluppo sostenibile dell’industria Travel & Tourism (T&T).  Nel rapporto del 2019, il TTCI (Travel & Tourism Competitiveness Index), confronta le economie turistiche di 140 stati nel mondo (136 nel 2017 e 140 in quello del 2013).

I dati utilizzati provengono dalle fonti più autorevoli del turismo: WTTC, UNWTO, IATA (International Air Transport Association) e numerose fra le principali compagnie di hotellerie (p.e. Marriott International, Hilton, ecc.) e aeree (p.e. Air Asia, Etihad Airways, ecc.).

L’analisi è corredata da alcuni approfondimenti tematici, selezionati annualmente sulla base dei problemi più rilevanti, per esempio l’impatto del costo del petrolio sull’industria turistica e l’importanza dei prezzi come fattore di competitività. L’ultima parte del report contiene i profili dettagliati per ciascuno dei Paesi valutati, ed i relativi valori per ogni indicatore elementare utilizzato per il calcolo dell’indicatore composto ai fini della determinazione del ranking finale. La struttura del TTCI (2019) si articola in quattro sotto indici, 14 pilastri e indicatori elementari (58 nel TTCI del 2007, 75 nel TTCI del 2013, 90 nel TTCI del 2015 e in quello del 2017):

  • Enabling Environment: considera il setting necessario per operare in un paese
  • T&T Policy and Enabling Conditions: analizza le politiche e le strategie che hanno un impatto diretto sulla T&T industry
  • Infrastructure: studia la disponibilità e la qualità delle infrastrutture fisiche in ciascuna economia
  • Natural and Cultural Resources: le risorse umane, culturali e naturali

ttci 2019

Gli indicatori elementari utilizzati hanno una diversa natura hard (oggettivi) oppure soft (soggettivi) I dati hard sono secondari e derivano dalle fonti statistiche ufficiali dei paesi analizzati e dalle banche dati di importanti organizzazioni mondiali, come UNWTO, IATA (International Air Transport Association), ICAO (International Civil Aviation Organization), WTTC (World Travel and Tourism Council), etc.

I dati soft, integrano i dati hard e sono ottenuti tramite un’indagine annuale che coinvolge diversi esperti mondiali del settore, come i manager di grosse imprese internazionali del settore turistico o del trasporto come British Airways, Bombardier, Emirates, Netjets, Travelport, Carlson, SilverSea Cruies, etc.

 

Poiché gli indicatori rilevati tramite i quesiti della survey sono su una scala da 1 a 7, per poter procedere all’aggregazione delle variabili per produrre il sotto-indice, gli autori hanno applicato una trasformazione con la tecnica min-max, che ha il vantaggio di conservare l’ordine e la distanza relativa tra i punteggi dei paesi.

Il TTCI viene calcolato come media (media aritmetica) dei sottoindici dei quattro componenti, che sono essi stessi calcolati come medie (medie aritmetiche) dei loro pilastri. Ciascuno dei pilastri viene calcolato come media non ponderata delle variabili dei singoli componenti. Si noti che il pilastro Risorse umane e mercato del lavoro è la media non ponderata dei suoi due sotto-pilastri: qualifica della forza lavoro e mercato del lavoro.

Il numero di pilastri per sottoindice diminuisce man mano che il sottoindice diventa più direttamente collegato ai viaggi e al turismo. Di conseguenza, i pesi dei pilastri aumentano. Ad esempio, l’infrastruttura del servizio turistico (pilastro 12) ha un peso maggiore rispetto all’ambiente aziendale (pilastro 1) poiché tale infrastruttura è più rilevante per l’industria dei viaggi e del turismo; mentre i dati acquisiti nel pilastro Business Environment rappresentano un insieme più ampio di fattori che influenzano le imprese e i servizi nel paese.

Gli indicatori di dati reali utilizzati nel TTCI sono normalizzati su una scala da 1 a 7 per allinearli ai risultati del sondaggio di opinione esecutivo. La formula standard per convertire ogni indicatore di dati reali nella scala da 1 a 7 è:

Il minimo del campione (sample minimum) e il massimo del campione (sample maximum) sono rispettivamente i punteggi più bassi e più alti del campione complessivo. Per quegli indicatori di dati concreti per i quali un valore più elevato indica un risultato peggiore (ad esempio livelli di prezzo del carburante), facciamo affidamento su una formula di normalizzazione che, oltre a convertire le serie in una scala da 1 a 7, la inverte, in modo che 1 e 7 corrispondono ancora al peggiore e al migliore, rispettivamente:

In alcuni casi, sono state apportate modifiche per tenere conto di valori anomali estremi nei dati.

Nella classifica del TTCI 2019 troviamo una situazione, almeno per i primi posti sostanzialmente non modificata rispetto al 2017: al 1° posto ritroviamo la Spagna (per il terzo rapporto consecutivo), seguita da Francia e Germania. Nelle prime dieci posizioni, sei sono occupate da Paesi europei a dimostrazione che è l’area più competitiva per quanto riguarda i viaggi ed il turismo. L’Italia è stabile (stesa posizione del 2015 e 2017)  all’8° posto.

 

 

Area Europea e Euroasia

L’Italia vede migliorare il proprio punteggio complessivo passando da un 4.99 del 2017 a 5.1 del 2019 (+1.9%). In termini di punteggio si può notare come quasi tutti i paesi europei hanno migliorato i propri punteggi, eccetto Inghilterra, Norvegia, Islanda, Estonia e Macedonia del Nord.

Punti di forza

L’Italia, per restare al passo con gli altri Paesi nell’élite mondiale, deve assolutamente fare leva su tre punti di forza:

  • Quantità e qualità delle risorse culturali, siamo al 4° posto (+ 1 rispetto al 2017).
  • Qualità delle infrastrutture turistiche, siamo all’10° posto (+ 1 rispetto al 2017).
  • Quantità e qualità delle risorse naturali, siamo al 7° posto (+ 5 rispetto al 2017).

 Punti di debolezza

  • Competitività dei prezzi, siamo al 129° posto, nonostante l’incremento di nove posizioni rispetto al 2015 (ma un peggioramento di 5 posizioni rispetto al 2017)
  • Business environment, siamo al 110° posto su 140 (- 11 posizioni rispetto al 2017), abbiamo migliorato ma le distanze rispetto ai primi posto sono notevoli.

L’Italia si trova inoltre al 75° posto (- 8 rispetto al 2017 e meno 18 rispetto al 2015) nel settore T&T, in particolare recede, rispetto al 2017, di ben 27 posizioni per quanto riguarda la sostenibilità ambientale (dal 37 al 65 posto) .

Di seguito le altre principali tabelle del report TTCI 2019

 

 

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